Carnevale in Basilicata: tra colori, maschere e tradizioni popolari

2 Febbraio 2022
Carnevale in Basilicata: tra colori, maschere e tradizioni popolari

Animali fantastici, creature mitologiche, pelli di pecora e campanacci. Ma anche coloratissimi nastri, veli neri e foreste che camminano. È uno scenario quasi surreale quello che caratterizza la Basilicata, tra gennaio e marzo. Un periodo, questo, in cui si celebra in tutto il mondo il Carnevale. E la regione lucana, con le sue antiche e preziose tradizioni, non ne è esente. Sono otto i comuni, tra le province di Matera e Potenza, che costituiscono la Rete dei Carnevali lucani: Aliano, Cirigliano, Lavello, Montescaglioso, San Mauro Forte, Satriano di Lucania, Teana e Tricarico. A questi si aggiungono Stigliano e Viggianello.

Il 5 gennaio si è inaugurata la stagione con la notte dei Cucibocca di Montescaglioso. Un evento antico dove strane figure camminano di notte per le vie del paese, vestite di abiti scuri e con le catene ai piedi. Sempre a gennaio si svolge la sagra di San Mauro Forte Campanaccio, con i tipici campanacci appesi al collo delle comparse, che rimbombano contro le loro pance. Anche a Tricarico il Carnevale arriva in anticipo il 17 gennaio, in concomitanza con la festa dell'Abate di Sant'Antonio, famoso per le maschere ricoperte di nastri per rievocare in processione i riti migratori. Tuttavia, dal 17 gennaio, ogni sabato sera, Ravello ospita i "festini", dove si balla fino all'alba. Molti si travestono da Domino, le maschere tipiche del Carnevale di Ravello.

Momenti pieni di ironia e divertimento, testimoniano gli antichi riti e usanze che rendono unica questa regione del sud Italia. Nessuna timidezza o paura: il segreto è lasciarsi affascinare da forme inquietanti e personaggi improbabili (uomini che si trasformano in animali o donne travestite da uomini, o viceversa) e lasciarsi trasportare dall'atmosfera esilarante.

È Imperdibile il Carnevale di Aliano, il paese di Matera definito da Carlo Levi "un improvviso biancore abbagliante" per i suoi suggestivi candidi calanchi. Qui i residenti marciano per le strade al suono delle fisarmoniche. Indossano maschere sontuose che ricordano demoni, creature goffe e cappelli colorati per smorzare la paura. Rimangono solo le enormi corna e il naso pronunciato, e i cauzunett’, i classici mutandoni invernali con numerose campane di bronzo, ornamenti solitamente usati con muli e cavalli.

Altrettanto imperdibile è anche il Carnevale di Cirigliano. il suo tema principale? Le quattro stagioni e i dodici mesi dell'anno, si indossano maschere per esaltare le colture e le caratteristiche di ogni periodo. A guidare la sfilata è Capodanno con nastri colorati avvolti attorno al corpo e alle gambe e con addosso un cappello a cilindro. È seguito da un folto gruppo di pastori, simbolo della comunità locale e da alcune coppie di preti un po’ particolari con tratti, a volte, blasfemi. L'Orso, l'Eremita e la Quaresima sono i tre protagonisti del Carnevale di Satriano di Lucania in provincia di Potenza. Il primo, l'Urs, è vestito con pregiate pelli di pecora o capra, con attaccata al piede una catena spezzata e con un campanaccio in una mano. Il secondo, U'Rumit, è completamente ricoperto di germogli e foglie di edera e tiene in mano un bastone decorato con rami di pungitopo o di scopa. Il terzo, Quaresima, porta una culla di legno in equilibrio sul capo, e in essa c'è il Carnevale che riposa beato.

Famoso in tutta la regione anche il "Carnevale" di Montescaglioso, dove le maschere sono facilmente riconoscibili e realizzate con materiali attualmente disponibili: carta, cartone, vecchi vestiti. Un carnevale all'insegna del riciclo, con personaggi originalissimi: "U Fus", l'incarnazione del Parca romano, con il suo grande fuso gettato in strada; Quaremma, moglie di Carnevalone, vestita con un abito nero e con un burattino in fasce. Carnevalone è un uomo anziano con la barba che cavalca un asino e porta un ombrello nero traballante. In sottofondo, i suoni fragorosi dei vari campanacci delle mucche che vengono scossi vigorosamente con l'aiuto delle loro gambe per scacciare la sfortuna.

Video Credit: Pro Loco Teana

È l’improvvisazione il fil rouge del “Carnuluvar” di Teana, nel Parco del Pollino. Due le figure principali: l’Orso e il Carnevale (contro quest’ultimo si svolge un “processo”, una sorta di parodia divertente della “Passione di Gesù”). Il paese si anima, tra tarantelle e zampogne, canti in dialetto, danze e con salsicce che pendono dalle travi e ragazzi che, saltando, fingono di rubarle. Infine, c’è il Carnevale di Viggianello, di matrice montanara. Sono particolari i suoi carri allegorici, realizzati con rami di salice sapientemente modellati e ricoperti con giornali e carta pesta. Culmine della manifestazione, il grande rogo finale.

 

Photo credits copertina articolo: isassidimatera.com

Cookies Settings